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Preghiera in stato di peccato mortale

 

 Preghiera in stato di

 

            peccato mortale
 
 
"Come Mamma, desidero chiamarvi tutti alla santità, perché la possiate comunicare agli altri. Voi siete uno specchio per gli altri."
 
 
 
Consigliamo il Rosario a tutti: ai giusti perché perseverino e crescano in grazia di Dio; ai peccatori perché lascino le vie del peccato. Ma non sia mai che noi esortiamo un peccatore a farsi del manto di protezione di Maria, un manto di dannazione, nascondendo sotto di esso le proprie colpe, e a convertire il Rosario, che è rimedio ad ogni male, in un veleno funesto e mortale. Non c’è peggiore corruzione di quella in cui cade chi prima era eccellente.
Il dotto cardinal Hugues dice: “bisogna essere angeli di purezza per accostarsi alla Vergine santa e rivolgerle il saluto angelico”. La Madonna stessa un giorno fece vedere ad un impudico che recitava quotidianamente il Rosario, bellissimi frutti su un lurido vassoio. Egli ne ebbe ribrezzo e la Vergine gli disse: “Ecco come mi servi; tu mi presenti, sì, delle belle rose ma in un vassoio sporco e contaminato: giudica tu stesso se io lo posso gradire!”.
 

Il peccato mortale ci toglie dalla comunione dei santi.
La Comunione (= comunanza di vita soprannaturale) dei Santi (= che vivono in Grazia di Dio) è un’intima unione, uno scambio di vita sopran­naturale che c’è fra i membri della Chiesa pellegrinante, purgante, celeste, per cui tutti questi, uniti insieme, formano un Corpo, detto mistico, cioè misterioso di cui Cristo è il capo, noi siamo le membra e lo Spirito Santo è l’anima. Questo Corpo è la Chiesa.
 
Fra i membri di questo Corpo scorre la linfa salutare della Grazia, di cui Cristo è la fonte, c’è uno scambio reciproco di doni e ogni membro, svolgendo la funzione  che gli è stata assegnata, coopera per il bene di tutto il Corpo.
I fedeli cristiani in peccato mortale sono come membra morte o paralizzate in questo Corpo.
 
L’anima in peccato mortale non puo’ pregare per gli altri nè per le anime del purgatorio.
Dobbiamo credere che Dio può esaudire tutto quello che chiediamo. Però è necessario pregare con il cuore puro.
Questa è una condizione molto importante.
Quando siamo in peccato grave, Dio non sente le nostre preghiere, poiché con il peccato abbiamo interrotto il legame con Lui.
Perché Dio possa sentire la nostra preghiera, è necessario togliere gli ostacoli.
E’ assolutamente necessario pentirci completamente dei nostri peccati e riconoscerli in confessione.
Fidarsi di Dio e pregare che sia fatta la sua volontà sia con noi sia con coloro per i quali preghiamo, è la condizione migliore perché Dio esaudisca la nostra preghiera.
E’ necessario essere grati a Dio per tutto, ed allora Egli esaudisce la nostra preghiera.

 
 

Dal Catechismo della Chiesa Cattolica



IV. La gravità del peccato: peccato mortale e veniale

1854 È opportuno valutare i peccati in base alla loro gravità. La distinzione tra peccato mortale e peccato veniale, già adombrata nella Scrittura, 114 si è imposta nella Tradizione della Chiesa. L’esperienza degli uomini la convalida.

1855 Il peccato mortale distrugge la carità nel cuore dell’uomo a causa di una violazione grave della Legge di Dio; distoglie l’uomo da Dio, che è il suo fine ultimo e la sua beatitudine, preferendo a lui un bene inferiore.

Il peccato veniale lascia sussistere la carità, quantunque la offenda e la ferisca.

1856 Il peccato mortale, in quanto colpisce in noi il principio vitale che è la carità, richiede una nuova iniziativa della misericordia di Dio e una conversione del cuore, che normalmente si realizza nel sacramento della Riconciliazione:

« Quando la volontà si orienta verso una cosa di per sé contraria alla carità, dalla quale siamo ordinati al fine ultimo, il peccato, per il suo stesso oggetto, ha di che essere mortale […] tanto se è contro l’amore di Dio, come la bestemmia, lo spergiuro, ecc., quanto se è contro l’amore del prossimo, come l’omicidio, l’adulterio, ecc. […] Invece, quando la volontà del peccatore si volge a una cosa che ha in sé un disordine, ma tuttavia non va contro l’amore di Dio e del prossimo — è il caso di parole oziose, di riso inopportuno, ecc. —, tali peccati sono veniali ». 115

1857 Perché un peccato sia mortale si richiede che concorrano tre condizioni: « È peccato mortale quello che ha per oggetto una materia grave e che, inoltre, viene commesso con piena consapevolezza e deliberato consenso ». 116

1858 La materia grave è precisata dai dieci comandamenti, secondo la risposta di Gesù al giovane ricco: « Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre » (Mc 10,19). La gravità dei peccati è più o meno grande: un omicidio è più grave di un furto. Si deve tenere conto anche della qualità delle persone lese: la violenza esercitata contro i genitori è di per sé più grave di quella fatta ad un estraneo.

1859 Perché il peccato sia mortale deve anche essere commesso con piena consapevolezza e pieno consenso. Presuppone la conoscenza del carattere peccaminoso dell’atto, della sua opposizione alla Legge di Dio. Implica inoltre un consenso sufficientemente libero perché sia una scelta personale. L’ignoranza simulata e la durezza del cuore 117 non diminuiscono il carattere volontario del peccato ma, anzi, lo accrescono.

1860 L’ignoranza involontaria può attenuare se non annullare l’imputabilità di una colpa grave. Si presume però che nessuno ignori i principi della legge morale che sono iscritti nella coscienza di ogni uomo. Gli impulsi della sensibilità, le passioni possono ugualmente attenuare il carattere volontario e libero della colpa; come pure le pressioni esterne o le turbe patologiche. Il peccato commesso con malizia, per una scelta deliberata del male, è il più grave.

1861 Il peccato mortale è una possibilità radicale della libertà umana, come lo stesso amore. Ha come conseguenza la perdita della carità e la privazione della grazia santificante, cioè dello stato di grazia. Se non è riscattato dal pentimento e dal perdono di Dio, provoca l’esclusione dal regno di Cristo e la morte eterna dell’inferno; infatti la nostra libertà ha il potere di fare scelte definitive, irreversibili. Tuttavia, anche se possiamo giudicare che un atto è in sé una colpa grave, dobbiamo però lasciare il giudizio sulle persone alla giustizia e alla misericordia di Dio.

1862 Si commette un peccato veniale quando, trattandosi di materia leggera, non si osserva la misura prescritta dalla legge morale, oppure quando si disobbedisce alla legge morale in materia grave, ma senza piena consapevolezza o senza totale consenso.

1863 Il peccato veniale indebolisce la carità; manifesta un affetto disordinato per dei beni creati; ostacola i progressi dell’anima nell’esercizio delle virtù e nella pratica del bene morale; merita pene temporali. Il peccato veniale deliberato e che sia rimasto senza pentimento, ci dispone poco a poco a commettere il peccato mortale. Tuttavia il peccato veniale non rompe l’alleanza con Dio. È umanamente riparabile con la grazia di Dio. « Non priva della grazia santificante, dell’amicizia con Dio, della carità, né quindi della beatitudine eterna ». 118

« L’uomo non può non avere almeno peccati lievi, fin quando resta nel corpo. Tuttavia non devi dar poco peso a questi peccati, che si definiscono lievi. Tu li tieni in poco conto quando li soppesi, ma che spavento quando li numeri! Molte cose leggere, messe insieme, ne formano una pesante: molte gocce riempiono un fiume e così molti granelli fanno un mucchio. Quale speranza resta allora? Si faccia anzitutto la Confessione… ». 119

1864 « Qualunque peccato e bestemmia sarà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito non sarà perdonata » (Mt 12,31). 120 La misericordia di Dio non conosce limiti, ma chi deliberatamente rifiuta di accoglierla attraverso il pentimento, respinge il perdono dei propri peccati e la salvezza offerta dallo Spirito Santo. 121 Un tale indurimento può portare alla impenitenza finale e alla rovina eterna.

V. La proliferazione del peccato

1865 Il peccato trascina al peccato; con la ripetizione dei medesimi atti genera il vizio. Ne derivano inclinazioni perverse che ottenebrano la coscienza e alterano la concreta valutazione del bene e del male. In tal modo il peccato tende a riprodursi e a rafforzarsi, ma non può distruggere il senso morale fino alla sua radice.

1866 I vizi possono essere catalogati in parallelo alle virtù alle quali si oppongono, oppure essere collegati ai peccati capitali che l’esperienza cristiana ha distinto, seguendo san Giovanni Cassiano 122 e san Gregorio Magno. 123 Sono chiamati capitali perché generano altri peccati, altri vizi. Sono la superbia, l’avarizia, l’invidia, l’ira, la lussuria, la golosità, la pigrizia o accidia.

1867 La tradizione catechistica ricorda pure che esistono « peccati che gridano verso il cielo ». Gridano verso il cielo: il sangue di Abele; 124 il peccato dei Sodomiti; 125 il lamento del popolo oppresso in Egitto; 126 il lamento del forestiero, della vedova e dell’orfano; 127 l’ingiustizia verso il salariato. 128

1868 Il peccato è un atto personale. Inoltre, abbiamo una responsabilità nei peccati commessi dagli altri, quando vi cooperiamo:

— prendendovi parte direttamente e volontariamente;
— comandandoli, consigliandoli, lodandoli o approvandoli;
— non denunciandoli o non impedendoli, quando si è tenuti a farlo;
— proteggendo coloro che commettono il male.

1869 Così il peccato rende gli uomini complici gli uni degli altri e fa regnare tra di loro la concupiscenza, la violenza e l’ingiustizia. I peccati sono all’origine di situazioni sociali e di istituzioni contrarie alla bontà divina. Le « strutture di peccato » sono espressione ed effetto dei peccati personali. Inducono le loro vittime a commettere, a loro volta, il male. In un senso analogico esse costituiscono un « peccato sociale ». 129

In sintesi

1870 « Dio […] ha rinchiuso tutti nella disobbedienza per usare a tutti misericordia » (Rm 11,32).

1871 Il peccato è « una parola, un atto o un desiderio contrari alla Legge eterna ». 130 È un’offesa a Dio. Si erge contro Dio in una disobbedienza contraria all’obbedienza di Cristo.

1872 Il peccato è un atto contrario alla ragione. Ferisce la natura dell’uomo ed attenta alla solidarietà umana.

1873 La radice di tutti i peccati è nel cuore dell’uomo. Le loro specie e la loro gravità si misurano principalmente in base al loro oggetto.

1874 Scegliere deliberatamente, cioè sapendolo e volendolo, una cosa gravemente contraria alla Legge divina e al fine ultimo dell’uomo è commettere un peccato mortale. Esso distrugge in noi la carità, senza la quale la beatitudine eterna è impossibile. Se non ci si pente, conduce alla morte eterna.

1875 Il peccato veniale rappresenta un disordine morale riparabile per mezzo della carità che tale peccato lascia sussistere in noi.

1876 La ripetizione dei peccati, anche veniali, genera i vizi, tra i quali si distinguono i peccati capitali.

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Gli angeli

 
 
Settembre mese dedicato
agli angeli.
 
Il mese di settembre è dedicato agli angeli ma più precisamente ai
Santi Arcangeli.Ma chi sono gli angeli.
Sono creature puramente spirituali creati da Dio per se stesso e per noi uomini
affinche ci custodissero nell’amore di Dio.
Tutti dal momento del nostro concepimento abbiamo avvuto al nostro fianco
un angelo. Fino alla fine della nostra morte.
Tanti Santi hanno sperimentato la loro presenza e alcuni li vedevano e parlavano con loro come Santa francesca Romana,Padre Pio e tanti altri santi.
Non contristiamo il nostro angelo con i nostri peccati.
Loro sono potenyi esecutori della parola di Dio e nostri intercessori
d’avanti al Dio Altissimo.
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Essaggio del 25 Agosto 2010

"Cari figli, con grande gioia anche oggi desidero nuovamente invitarvi: pregate, pregate, pregate. Questo tempo sia per voi tempo per la preghiera personale. Durante la giornata trovate un luogo dove, nel raccoglimento, possiate pregare con gioia. Io vi amo e vi benedico tutti. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Pubblicato in Messaggi da Medjiugorie agosto 2010 | Lascia un commento

Discussione su L’AMORE DI DIO PER L’UOMO

 

Citazione

L’AMORE DI DIO PER L’UOMO

L’amore di Dio

L’amore di Dio per l’uomo è qualcosa talmente grande che chi lo ha scoperto è diventato Santo.

Il Signore ci ha amati per prima.

Prima della creazione del mondo ci ha amati, pensati,desiderati ,e infine ci ha creati.

Dio ci ha amati talmente tanto da venire lui stesso tra noi .

A camminato tra noi santificando la terra ,a vissuto come noi,da uomo, a lavorato come noi,

sudato come noi si è lavato come noi,prendendo la nostra natura umana

si è spogliato della sua divinità,della sua Maestà .

Si è lasciato fare tutto senza reagire e tutto questo per la nostra redenzione per la nostra salvezza.

Quanto amore ha avuto per noi.

Ancora oggi dopo 2000 anni ancora e qui con noi nascosto sotto i veli eucaristici

li a mendicare una nostra visita un atto d’amore da parte nostra.

A accettato di essere il prigioniero d’amore per noi per poter essere li con noi tutte le volte che ne abbiamo bisogno.

Ancora oggi si lascia fare di tutto e viene dentro di noi tutte le volte

che lo vogliamo con la Santissima Eucarestia.

Ad una Santa Gesù disse”Non sono stati i chiodi a trattenermi sulla croce ma l’amore” 

Per dimostrarci il suo Amore in nulla si è risparmiato,per la salvezza dell’intera umanità sarebbero bastate poche gocce di sangue.

Ma lui le ha donate al Padre fino all’ultima Stilla.

A Santa Angela da Foligno Gesù apparendole le disse”Io non ti ho amata per scherzo”

Infatti non è stato uno scherzo la sua dolorosa passione.

Quando Gesù dall’alto della croce disse “ho sete” intendeva dire ho sete di te del tuo amore ,ho sete di quel tuo fratello conducimelo,

ho sete di anime che tornino a me,ho sete di anime che mi tengano compagnia d’avanti al tabernacolo.

Ho sete di voi e voglio innondarvi con il mio Amore non aspetto altro.

“O Anime che troppo presto mi avete abbandonato per seguire beni effimeri dove tignola e ruggine consumano,tornate a Me,al vostro unico

bene al vostro sommo bene.Qui non c’è ne ruggine ne tignola e i tuoi beni dureranno in eterno.Lasciatevi amare da Me ,non desidero altro,perchè

a tutti i piaceri del mondo vi abbandonate e solo al mio amore ancora opponete resistenza?.

Non vi ho forse dimostrato il mio amore in tutto?

Tornate a me e avrete la Vera felicità,quella che il mondo mai potrà darvi.

IO sono la felicità

Io sono l’AMORE

IO sono la Compassione

IO sono la Gioia

IO sono il Tutto

Chi possiede me di nulla ha più bisogno.

Eccomi sono qui.” 

Prima che tu nascessi io ti conoscevo prima che tu fossi formata nel grembo di tua madre io ti ho chiamata per nome

e ti ho amata di un amore eterno ,ho scritto il tuo nome sul palmo delle mie mani

tu sei preziosa ai miei occhi e io ti AMO.

Di questo amore ci ha amati Dio.

LUI è Padre e Madre LUI l’Onnipotente che si abbassa fino alla nostra miseria,fino a divenire uomo tra gli uomini.

Tutto questo l’ha fatto per amore solo per amore.

 Il Cuore di Gesù per noi arde di un amore ardente tanto che il fuoco di queste candele non è che

una scintilla paragonata al fuoco d’amore che divampa nel suo cuore per noi.

Dio è amore e chiunque ama è generato da Dio perchè Dio è AMORE.

 Guardate al MIO cuore e sarete raggianti.

Il Cuore di Dio vuole abbracciare ognuno di noi e tutto l’universo.

Lasciamo amare e rivestire da questo cuore ardente d’amore per noi,per te.

   
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Discussione su Discussione su YouTube – Ritorno a Te Corrado Salmé

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Discussione su messaggio del 25 2 2010

 

Citazione

messaggio del 25 2 2010

cari figli in questo tempo di grazia quando anche la natura si prepara ad offrire i colori più belli dell’anno
io vi invito figlioli aprite i vostri cuori a Dio creatore perchè Lui vi trasfiguri e vi modelli a propria immagine
affinchè, tutti il bene , addormentatosi nei vostri cuori,possa risvegliarsi alla vita nuova e come anelito verso l’eternità.
 
Grazie per aver risposto ala mia chiamata.
  
 
 
Pubblicato in messaggio da Medjiugorie 25 2 2010 | Lascia un commento